domenica 18 ottobre 2009

Riflessioni educative

Prima di avere le bambine mi dicevo e ci dicevamo io e Daniele come ci saremmo comportati nei confronti dei nostri figli e come ci sarebbe piaciuta vivere la nostra genitorialità. Lo fanno in molti.
Poi é arrivata Margherita, allegra, curiosa, sicura di sè, vanitosa, vivace e creativa, amante del Bello e coccolona.
Poco tempo dopo è nata Emma, bimba subito urlante e mammona, amante del ciuccio, caotica, curiosa, espressiva, dagli occhi grandi e furbetti e generosa.
Ancor più velocemente è arrivata Sofia una professionista delle poppate, gattonatrice rapida ed entusiasta, precoce nello sviluppo e molto coccolona.
Così siamo partiti dall'avere molte certezze senza avere figli all'avere poche certezze e tre figlie.
Questo perchè ogni figlio è diverso e man mano che cresce ti pone quesiti e richieste sempre maggiori che talvolta non coincidono con i tuoi valori e i tuoi dogmi.
Ecco allora che arrivano i giusti dubbi e incertezze che aiutano a crescere noi genitori. Molte delle certezze che avevi finchè non avevi figli o fin quando ne avevi ancora uno e piccolo crollano e allora ti scontri o, se riesci, ti incontri con quelle che erano le tue sicurezze e arrivi necessariamente a dei compromessi.
Compromessi educativi, per esempio cedere alle richieste per avere la barbie e compromessi alimentari e medici, per esempio cucinare ogni tanto patatine fritte o dare la tachipirina anche se si crede nell'omeopatia.
Compromessi ancor più sostanziosi servono per far funzionare in maniera equilibrata il gruppo più complicato che si possa osservare: la famiglia.
Il compito del gruppo allora diventa il riuscire a rendere ogni singolo componente della famiglia sufficientemente sicuro e felice cercando di aiutarlo a raggiungere dei traguardi sostenendolo e incoraggiandolo. Rispetto ai figli per esempio: dormire bene tutta la notte, mangiare da solo e un pò di tutto, far pipì e popò nel water, vestirsi da solo, giocare con altri bambini senza mediazioni di adulti, ecc cercando di dare spazio al dialogo e alle coccole. Così, soprattutto se si hanno più figli, inizia un bel gioco di equilibrio dove non bisogna dimenticare nessun figlio, il patner, se stessi e neanche la coppia.
Per raggiungere questi traguardi non sempre è semplice. Si passa attraverso varie emozioni come la rabbia e la frustrazione (in particolare per il bambino ma talvolta anche in noi adulti ) e il compito del genitore allora diventa quello di far passare il messaggio "Tesoro io sono sicuro che ce la farai anche se stai faticando ma io sono qua pronto a sostenerti" non di evitare queste emozioni al proprio figlio. Noi diamo loro la vita affinchè possano viverla nel modo più autonomo, sicuro e felice possibile.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Caspita, il titolo del blog era chiarissimo "Sono in minoranza".....era evidente che si riferiva al solo maschio presente nella famiglia! Pensavo che almeno lì, sul suo blog, mantenesse un suo spazio, se non proprio esclusivo almeno predominante, invece la sopraffattrice (Marica), si è impossessata anche di quello spazio. Urgono due cose almeno 1) cambiare il nome al blog, così almeno non è proprio evidente chi è in minoranza e si salva almeno la faccia 2) supportare con sana solidarietà maschile Daniele contro lo strapotere femminile in casa sua. Ma soprattutto mi chiedo quando saranno grandi le Bio-lattine sarà la guerra per chi scrive per prima le cose sul blog? Ai posteri l'ardua sentenza!!
Anonimo ma non troppo.

Daniele ha detto...

Orsù, caro, "anonimo" suocero...il nome l'abbiamo cambiato. La scelta è presa. E per quanto riguarda le "Bio-lattine"...vedremo cosa ci riserverà il futuro! :-)

 


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